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N°13

 LA CROCIATA DEI BAMBINI – 1° parte

 

Nell’Upper West Side di New York vivono alcune delle famiglie più ricche e influenti d’America. Se alzaste il naso vedreste immensi appartamenti con giardini pensili e saloni con interni da mille e una notte. Molte le persone invidiate che vivevano in quei palazzi. La famiglia Baines, per esempio.  Fred Baines era uno dei più ricchi Broker finanziari della grande mela. Aveva iniziato dal nulla ed era riuscito a costruirsi una fortuna. Suo figlio, Il piccolo Fred Jr, dormiva nel suo lettino, con addosso le lenzuola di Toy Story e il pupazzetto di Mr. Incredible. Freddy era un bambino di 5 anni che adorava i cartoni animati e sognava un giorno di diventare uno dei Fantastici Quattro. I suoi sogni vennero interrotti da due ruvide mani che lo sollevarono e gli tapparono la bocca, strappandolo dal calduccio del suo letto portandolo in mezzo al vento freddo della notte.  Freddy non riusciva ad urlare. Piangeva ma non riusciva ad emettere un suono. Il terrore provato nel vedere quel volto spaventoso e di tutti quegli uccellacci neri lo aveva paralizzato...

 

Coney Island. Quella stessa notte.

 

Gli spacciatorisono inebriati dal potere che esercitano sui tossicodipendenti. I loro clienti, malati e disperati, sono disposti ad umiliarsi fino all’inverosimile pur di avere la loro dose di veleno, e questofa sentire loro potenti, come fossero dei re dell’antichità. E’ quanto stava succedendo a Georgie-Boy quella sera.

Gregory e la sua ragazza Nancy stavano attraversando un periodo di astinenza ed erano arrivati allo stremo della loro scarsa resistenza.

<Andiamo, Georgie Boy... solo una dose per arrivare a fine serata.  S-Siamo a secco da sette giorni, bello. Ci serve un po’ della tua roba ...>

<Cosa sono, un ente di beneficenza? Lo sai come sono le regole, amico... tu mi paghi e io ti do la mia merce. E’ la base del commercio, e il commercio è l’anima dell’America. Nessuno fa strada facendo la carità amico.>

<Eddai, cazzo, ti ho detto che stiamo male! Guarda come trema la mia mano, guarda! Non mi faccio da una settimana! S-Se non mi dai qualcosa io.... cazzo, ti ho sempre pagato, lo sai. Dammene un po’ e ti porterò i soldi domani... dopodomani al massimo.>

<Perdi il tuo tempo, Gregory. Non attacca. Caccia i soldi o sgomma.>

Il tremore di Gregory aumentò  per via del nervoso che lo aveva assalito. Si avvicinò per parlare in privato a Nancy, poi tornò da Georgie Boy.

<D’accordo, senti: Nancy dice che puoi stare dieci minuti con lei in cambio di due dosi ...>

Georgie guardò la ragazza. Era piuttosto attraente, a parte le occhiaie. Era magra ma ancora aveva le curve al posto giusto.

<Uhm, ok, mi hai convinto. Anche perché se non mi sbrigo credo che questo bel fiorellino appassirà presto...>

Entrarono in un vicolo, mentre Gregory rimaneva sul ciglio della strada. Nancy aveva una gonna e si abbassò gli slip, mentre Georgie si aprì la patta dei pantaloni. Ma proprio in quell’istante, una freccia viola andò ad conficcarsi a pochi centimetri dal cavallo dei suoi pantaloni.

<AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHH!!!> gridò spaventato, mentre altre due lo appesero al muro alle sue spalle, infilzando dei lembi delle spalle del giubbotto.

<Georgie, Georgie, Georgie ... dì, non ti vergogni nemmeno un po’?  Già approfittarsi di una disperata è un’azione bassa, ma farlo in un vicolo sudicio, in mezzo ai bidoni della monnezza beh ... è squallido persino per un topo di fogna come te!> a parlare, ovviamente, era Occhio di Falco, il famoso supereroe arciere.

<M-Mah a te che importa? I-Io non l’ho obbligata a ... e poi, tu non sei un Vendicatore? Non dovresti occuparti di alieni e mostri del genere? Che cosa te ne importa di uno come me?> disse, tremante.

<- BEEEEEEEEP! – Risposta errata Georgie.  I miei nuovi compiti comprendono, oltre che prendere a calci in culo i pazzi come il Dottor Destino, anche ripulire le strade dai rifiuti come te. Devi aggiornarti.> gli rispose Falco saltando giù dalla scala antincendio da cui s’era appostato.

<Quelli come te mi fanno veramente schifo. Vi comportate come se la merda che spacciate fosse una merce come un'altra, che si tratti solo di affari, fregandovene della sofferenza che procurate alla gent ...>

Venne colpito alle spalle con un asse di legno. Ad infliggergli la botta era stata Nancy, la ragazza che stava soccorrendo. Il bisogno di droga che aveva la spingeva a prendere le parti di Georgie Boy.

<AHIA!!! OH! MA SEI SCEMA?> disse, piegandosi su di un ginocchio.

<Fatti i cazzi tuoi, mascherina! Io non t’ho chiesto nulla! Ho bisogno di quella roba, va bene? Vattene via e non t’impicciare più!>

<Ehi ma che sta succedendo qui?> disse Gregory arrivando di corsa.

<Prendi la roba da Georgie e teliamo, dai!>

Seguendo il suggerimento della ragazza Greg mise la mano della tasca interna del giubbotto dell’immobilizzato George, privando lo spacciatore della sua preziosa mercanzia.

<Dannato tossico pezzo di merda! Sta fermo! Lascia!>

<L’ho presa, vieni via!>

La coppia di drogati fuggì a gambe levate con la refurtiva. Ripresosi dal colpo in testa Occhio di Falco incoccò due delle sue frecce e le scagliò verso di loro: i due vennero avvolti da due bolas che impedì loro ogni movimento.

 L’arciere prese le bustine e ne sparse il contenuto al vento, per la loro disperazione.

<Che schifo... che schifo! Guarda come riduce le persone la tua merda!> gridò a Georgie Boy <Da oggi hai chiuso. Ti aspetta la galera, dove un tizio di 120 chili ti chiamerà “Shirley” e farà a te quello che stavi per fare a questa poveretta. E se per caso avessi dei santi in paradiso e per un qualsivoglia motivo il giudice avesse la mano leggera con te, ti conviene darti da fare per cambiare vita. Vai a friggere hamburger, a fare il benzinaioo a scaricare le cassette di frutta ... trovati un’occupazione onesta e smetti di spacciare veleno, altrimenti ...> scoccò l’ennesima freccia e che andò ad infilzarsi a pochi centimetri dalla testa dell’atterrito Georgie.

 

Coney Island. La mattina dopo.

 

Come ogni domenica mattina Jessica Ann O’Leary entrò silenziosamente nell’appartamento di Clint Barton. Lasciò la cesta con il bucato pulito sul divano, una copia del Daily Bugle sul tavolo e si mise a preparare la colazione. Non era corretto dire “mattina” perché ormai era quasi mezzogiorno e verso quell’ora solitamente Clint si svegliava.

<Buongiorno mr Barton, ben alzato. La colazione sarà servita tra poco...> disse lei assumendo un tono di voce ironicamente altezzoso. Lui, dopo aver sbadigliato, ricambiò l’ironia:

<Molte grazie signorina. Il servizio qui all’hotel O’Leary è eccellente ...>

<Grazie. Molto meglio che all’Hilton, non le pare?> disse lei sempre sorridendo, poi riprese: <Ah ho messo a lavare il tuo costume. Lo avevi lasciato ai piedi del letto, ieri sera. Dovevi essere distrutto . E’ molto pesante ... come fai a fare quello che fai con tutto quel peso addosso?>

<E’ perché ha una microfibra metallica intessuta, per proteggersi dagli urti o dai coltelli dei criminali. Comunque Jessica, ti ringrazio ma non dovevi. E’ domenica anche per te, dopotutto. Lo sai che io non ....>

<Ti ho già detto un milione di volte che per me non è un problema. Mi sembra il minimo visto quello che fai per la comunità. Rischi la vita tutte le sere per rendere le strade più sicure ... il minimo che possa fare per ricambiare è farti il bucato e prepararti un piatto caldo.>

Lui le sorrise.

<Beh grazie. Sei da sposare.> Lei arrossì.

<Senti, vorrei farti una domanda, Clint... volevo dirti ... ma chi te lo fare? Voglio dire, saltare di tetto in tetto, affrontare criminali ... non ti è mai venuta voglia di mollare tutto e trovarti un impiego normale? >

Clint addentò il suo toast, sorseggiò il suo caffè e poi le rispose:

<Mah ... un certo gusto per l’avventura e per una vita non convenzionale ce l’ho sempre avuto , fin da quando ho lasciato l’orfanotrofio con mio fratello per unirmi al circo. Dopo aver visto in azione Iron Man mi sono detto che anche io potevo essere come lui, nel mio piccolo, e con le mie abilità fare la mia parte per combattere un pezzetto di ingiustizia nel mondo. Insomma io ne ho la possibilità. Credo sia giusto usare la mia mira e il mio talento per aiutare la gente. In fondo, non è tanto diverso rispetto il lavoro che fanno i paramedici, i pompieri o i poliziotti ... solo con qualche acrobazia e qualche freccia di più.>

Poi si mise a leggere il suo giornale, non accorgendosi del modo amorevole con cui Jessica lo guardava.

 

Soho. Qualche giorno dopo.

 

Nell’elegante e ampio loft riecheggiava il suono di bastoni che cozzavano tra loro. Due donne al centro della stanza si stavano esercitando nel combattimento con il bastone Bo. La più grande, proprietaria dell’appartamento, si chiamava Maya Lopez. Era nata con un insolito talento, quello di saper ripetere perfettamente qualsiasi movimento che vedeva, per quanto complicato, anche se per una volta sola. La sua sparring partner era la giovane Kate Bishop, 18 anni, supereroina teenager e membro dei Giovani Vendicatori. Stavano andando avanti da quasiun’ora, ma nessuna delle due pareva cedere. Impulsiva e caparbia, Kate attaccava, costringendo l’amica sulla difensiva. Ma preda del facile entusiasmo abbassò la guardia e la bella Cheyenne le inferse un colpo che la privò dell’arma, aggiudicandosi l’incontro.

<Merda!> sbuffò la ragazza.

<Hai rilassato i polsi e hai allentato la presa. Te lo avevo detto: qualsiasi cosa accade, tieni salda l’impugnatura.>

<Si è vero me l’hai ripetuto cento volte...dai, ricominciamo da capo!>

<No, non posso. Devo iniziare a prepararmi.>

<Ah già: la tua mostra, è vero. Dai, ti auto a truccarti.>

Andarono nel bagno. Kate si sedette sopra il water, Maya accese l’acqua e riempì la vasca da bagno, controllando la temperatura dell’acqua, poi si tolse i vestiti.

<Ehi devi proprio farlo davanti a me?>

<Lo sai che se non ti guardo non posso leggerti le labbra.... e poi,qual è il problema? Siamo tra donne.>

<Per via dei miei complessi. Sei splendida. Sembri scolpita nel marmo. >

<Vedrai che tra qualche anno non mi invidierai più. E avrai la nostalgia dei tuoi 18 anni, quando potevi mangiare qualsiasi schifezza senza ingrassare.>

<Mah sarà... intanto, nemmeno la mia insegnate di aerobica ha un didietro come il tuo ...comunque, cambiamo discorso: questa sarà la tua prima mostra alla Andrea Rosen Gallery ... non sei nervosa?>

<Mentirei se ti dicessi di no. Andrea Rosen ha lanciato di parecchi artisti. Un quadro venduto lì darebbe parecchio prestigio alla mia carriera.>

<Dì, com’è che ti è venuta questa mania di dipingere?>

<A dire il vero ce l’ho da anni, da ancora prima che ti conoscessi. Grazie alla mia abilità riuscivo ad acquisire le tecniche dei maggiori maestri contemporanei. Ho studiato in Italia, in Francia e perfino in Giappone. Poi come sai alcune ... vicissitudini nella mia vita mi hanno fatto intraprendere un’altra strada. Ma ora che ho chiuso con quella vita, ho deciso di riprendere questa mia vecchia passione ... e devo tutto ad Occhio di Falco.>

<Siamo in tante a dovergli qualcosa. Ha cambiato la vita di parecchie persone nell’ultimo anno. Anche se non credo che Taskmaster lo direbbe con altrettanto entusiasmo ...> disse sorridendo.

 

 

 

Quella stessa sera.

I coniugi Thomas e Martha Watford appartenevano all’aristocrazia newyorkese. Sono quelli, per intenderci, definiremmo “snob dell’alta società”. Questa sera, infatti, dopo aver cenato al “Le Cirque”, uno dei ristoranti più esclusivi di New York, sarebbero andati al Metropolitan Opera House per assistere all’esibizione del grande tenore Plácido Domingo nella sua interpretazione de “La Traviata”. Il loro bel bambino, il piccolo Bruce di otto anni, avrebbe guardato la televisione per un’oretta prima che la domestica Rosario lo mettesse a letto. Rosario Espinoza era molto affezionata al piccolo Bruce. Praticamente lo aveva allevato lei, fin da quando lo portarono dall’ospedale pochi giorni dopo la sua nascita. Anche il bambino le era molto attaccato, infatti quando la donna lo mise al letto il piccolo non fece alcuna storia. Si adagiò sotto le coperte quando all’improvviso senti una ventata di aria fredda riempire la stanza. Qualcuno aveva aperto la finestra. Alzò la sua testolina dal cuscino e lo vide: un mostro dal volto terrificante. Il piccolo Bruce gridò con tutto il fiato che aveva in corpo e la domestica si precipitò a vedere cos’è che lo aveva spaventato. Spalancò la porta e vide anch’essa quel maniaco vestito di juta, con dei pezzi di corda legati in vita ed intorno al collo da cui fuoriuscivano fuscelli di paglia e fieno e che indossava una maschera raccapricciante.

<VATTENE VIA MOSTRO! LASCIALO STARE!> gridò facendo appello a tutto il suo coraggio.

<Non saresti dovuta entrare ...> disse il bizzarro essere, poi fece un gesto e uno stormo di corvi ammaestrati si avventò su di lei. La donna gridava e gesticolava cercando di scacciare gli uccelli, mentre veniva mortalmente colpita dai loro becchi acuminati.

 

Meno di un’ora dopo l’attico dei Watford era divenuto una scena del crimine. L’ingresso dell’appartamento era segnato con del nastro giallo e un agente di polizia vigilava davanti la porta. Martha Watford piangeva inconsolabile sul divano, mentre il marito cercava invano di farle coraggio. I detective Stan Winston e John Laviano si occupavano delle indagini.

<Che abbiamo?> disse il più giovane.

<La governante è stata massacrata nella camera del bambino. Dalle piume trovate qui introno credo l’abbia aggredita uno stormo di uccelli.> rispose Laviano.

<Si sono fatti anche il bambino?>

<No , non vi è traccia di sangue ... escluso quello della donna, intendo. Credo si tratti di un rapimento.>

<E’ esatto agente. Il quinto bambino di una famiglia ricca nel giro di due settimane, per la precisione.> a parlare era stata una donna latina, sui trenta, capelli raccolti in una cosa. Indossava un tailleur nero abbinato ad una camicetta bianca.

<E lei è ...?> domandò Winston.

<Agente Speciale Angela del Toro, FBSA. Ci stiamo occupando noi del caso. Oltre alle piume avrete senz’altro notato le tracce di paglia attorno alla culla. Sono state ritrovate anche dove sono avvenuti gli altri quattro rapimenti. Sospettiamo si tratti di un criminale metaumano, uno psicopatico che si fa chiamare lo Spaventapasseri.>

<Si ne ho sentito parlare.> disse il detective Laviano, che aveva alle spalle parecchi anni nella omicidi di New York <qualche anno fa ha ammazzato esponenti di una specie di partito politico, la “Coalizione per un America onesta” [1]. Si, è uno squilibrato della peggior specie. Ma i rapimenti non sono mai stati la sua specialità.>

<Con gli anni la gente cambia, e i criminali tendono ad accrescere il numero di reati da commettere.>

<Qual è il suo scopo? Un riscatto?> chiese nuovamente Winston.

<Può essere. Ha iniziato come ladro in costume in effetti, scontrandosi perfino contro Iron Man. >

<Beh da questo momento ha pure la morte di questa poveretta ma scontare.> aggiunse laconicamente Laviano, accendendosi una sigaretta.

 

Altrove.

 

La stanza, ricavata in un seminterrato, era malamente illuminata da un lampadario appeso per una catenella che lo faceva continuamente oscillare. Il riscaldamento era fornito da un fuoco acceso dentro un bidone. I bambini alloggiavano sopra a dei materassi. Il loro rapitore aveva fornito loro coperte, li nutriva con cibo da fast food e gli aveva procurato dei peluche e altri giocattoli. I bambini però stavano rannicchiati, abbracciati gli uni con gli altri, terrorizzati dalla vista dell’uomo seduto su di un “trono” formato da balle di fieno e paglia.

<Non dovete aver paura di me, figlioli. Non siete voi che dovete temermi. Non sono cattivo, io. Loro dicono che lo sono ... dicono che sono pazzo, uno squilibrato. MA NON E’ VERO! SONO SOLO MENZOGNE! Io ho visto la luce, la verità! Io instauro la paura solo nei cuori delle persone perfide, egoiste, come i vostri genitori! Per la società loro sono i “buoni”, le persone rispettabili ... TUTTE BUGIE! Loro vi ignorano, vi trascurano, se ne infischiano delle vostre esigenze affettive riempiendovi di futili beni materiali e lasciandovi in balia delle loro schiave straniere! Ma io no, non lo farò! Io non vi abbandonerò, vi accudirò con amore e non permetterò mai a Lei di farvi del male ....> disse serrando i pugni.

<No bambini miei. Io starò sempre con voi.>

Ma la promessa fatta non rassicurò i bambini ma li fece sprofondare ulteriormente nella loro disperazione.

 

New York. Jacob Javits Federal Building, uffici dell’FBSA.

 

L’ FBSA è quel corpo di polizia federale che si occupa di reati federali commessi da criminali superumani o a danno di superumani.  Dopo aver debellato con successo l’organizzazione clandestina di Taskmaster, Angela del Toro aveva ricevuto l’offerta di passare a questa agenzia e aveva accettato . Certo, il merito non  era  stato solamente suo;  Occhio di Falco aveva rischiato la vita per ottenere tutte le informazioni necessarie per poter effettuare tutti  quegli arresti, ma in fondo c’era riuscito grazie al suo piano, no? Fu dunque grazie alla collaborazione fra i due che la pericolosa accademia per criminali fu sgominata. Angela credeva fermamente che questo era il futuro della lotta al crimine, il sodalizio tra i supereroi e le forze dell’ordine. Molto spesso accadeva che tra loro vi fossero incomprensioni e rivalità, e molti giustizieri urbani non erano visti diversamente dai furfanti che combattevano. Lei però la vedeva diversamente, e ora che era nell‘FBSA aveva il modo di dimostrare di avere ragione. Fortunatamente il direttore Freeman la pensava esattamente come lei. Derek Freeman  era un affascinante afroamericano di 41 anni che aveva fatto esattamente lo stesso percorso professionale di Angela. Anche lui in passato aveva collaborato coi Vendicatori e condivideva il pensiero di Angela, che in breve tempo era diventata la sua pupilla (per quanto cercasse di non darlo a vedere), e proprio per questo motivo aveva accetta la proposta dell’agente Del Toro di coinvolgere nelle indagini Occhio di Falco.

<Agente Del Toro, il suo “amico” è in ritardo. E’ sicura che ha accettato di collaborare con noi?>

<Si signore, m ha detto che verrà. Non ho motivo di dubitare della sua parola. Siamo in ottimi rapporti da un anno a questa parte.>

<Si, l’ho letto sulla sua scheda, tuttavia ...> proprio in quel momento, Freeman venne interrotto dall’arrivo di Occhio di Falco, che entrava dalla finestra .... cosa insolita, visto che si trovavano al 15esimo piano di un palazzo.

<Salve a tutti, gente! Dovete scusarmi per il ritardo, ma ho beccato un fesso che si fa chiamare “il Rapinatore” mentre assaliva un furgone portavalori. Ho dovuto occupamene e aspettare l’arrivo dei poliziotti.> disse l’arciere, facendo il suo ingresso nella stanza.

<Venga dentro Falco, si accomodi.> disse il direttore.

<Vedo che non è disorientato dal mio insolito ingresso>

<Oh io ho assistito ad entrare più spettacolari da parte dei suoi colleghi ... ed erano pure di aspetto più gradevole, se posso permettermi . [2] >

<Immagino. Allora, mi avete invitato qui per il caso dei bambini rapiti. A che punto sono le indagini?>

<Stiamo aspettando un’altra consulente. Intanto, l’agente Del Toro la ragguaglierà sui dettagli.>

La giovane donna allungò il fascicolo attinente all’arciere mascherato e disse:

< Abbiamo fondati motivi per credere che dietro a tutto ci sia Ebenezer Laughton, noto come lo Spaventapasseri. So che ha avuto dei precedenti contro alcuni i tuoi compagni Vendicatori ...>

<Esatto, s’è battuto a suo tempo con Iron Man e poi con Capitan America, ma era uno zero, un criminale mezza tacca.> rispose Falco <Io stesso l’ho incrociato una volta e me ne sono sbarazzato in un attimo, durante un tentativo di evasione alla Volta [3], ma devo ammette che quella volta era sotto sedativi e non fa molto testo ... in ogni caso, era un ladruncolo da due soldi. Siete sicuri che sia lui il colpevole?>

< Si, è lui. Abbiamo tenuto nascosta quest’informazione alla stampa per non scatenare il panico, ma abbiamo trovato tracce di paglia e piume di corvo nei luoghi dei rapimenti. Inoltre una bambinaia è stata assassinata da uno stormo di corvi, e sappiamo come lui li usi come un estensione del corpo.>

<Ok, vi credo. Ha mandato qualche richiesta di riscatto?>

<Non è per i soldi che li rapisce.> disse una voce alle sue spalle, con tono autoritario. A parlare era una donna dai capelli neri tagliati corti, non più giovanissima.

<Signori vi presento la dottoressa Ashley Kafka dell’istituto Ravencroft, il manicomio per supercriminali.> disse il direttore Freeman accompagnandola nella sala riunioni <Ha avuto in cura Laughton per diverso tempo, prima della sua evasione. Sono convinto che può darci indizi utili per riuscire a rintracciarlo.>

<Diceva che non è il denaro ad interessargli, dottoressa. Allora perché rapisce i figli di famiglie facoltose?> domandò Occhio di Falco.

<Per capire le motivazione delle sue azioni bisogna conoscere le sue origini. Vedete, Ebenezer è stato cresciuto da una madre con gravi disturbi psichici, che aveva dei bruschi cambiamenti d’umore e alternava momenti di collera e violenza a quelli di affettività morbosa. Per questo motivo lui ha sviluppato un rapporto di odio e amore verso le figure materne, disprezzandole o ammirandole a seconda dei momenti. Ora, rapisce i bambini delle famiglie ricche in quanto ritiene che, secondo i suoi standard,  i genitori non svolgono il loro ruolo come dovrebbero, lasciando che  siano le bambinaie e il personale di servizio a crescere i loro figli.>

<Quindi togliendoli alla loro custodia lui ritiene di punire le famiglie e di liberare i piccoli, giusto?>

<Precisamente.> rispose la dottoressa.

<E’ decisamente schizzato, ma almeno sappiamo che i bambini non corrono rischi. Ora tutto sta nel trovarlo. Non ci resta che domandarci: “Dove può nascondersi un pazzo che si concia come uno dei personaggi de il mago di Oz?” Avete già controllato nei campi di mais del Kansas?>

<Ti suggerisco di non sottovalutarlo, Occhio di Falco. Non sarà aggressivo verso i bambini ma è una persona estremamente pericolosa verso chi ritiene ostile> aggiunse la dottoressa.

<Concordo. E non sa fa scrupoli nell’uccidere; ha già fatto diverse vittime in passato.> aggiunse Freeman

 <Non mi fa paura, ho affrontato di peggio.>

<Ma rispetto ai tempi in cui tu l’hai affrontato ha acquisito, non si sa come, dei superpoteri. Ora è in grado di scatenare la paura di chi gli sta accanto ed è diventato difficile da uccidere, un fattore di guarigione o qualcosa di simile. Pare che abbia dato del filo da torcere a Ghost Rider.>

<Beh, lo ripeto: ho affrontato di peggio.  Spero solo di beccarlo prima che lui rapisca un altro bambino.>

<E’ quello che speriamo tutti, Falco.> concluse la Del Toro.

 

Ma giocare al detective non è certo  facile come lo si vede nei telefilm, e Occhio di Falco lo sapeva bene. La ricerca dello Spaventapasseri richiedeva un approccio diverso rispetto a quello degli avversari che era solito affrontare. Solitamente infatti, i malviventi lavorano sempre per qualcuno o lasciano delle tracce dei colpi compiuti; c’è sempre qualcuno in giro che ha sentito qualcosa relativo al “colpo compiuto da un tizio da qualche parte”. Allora si va in giro per gli ambienti frequentati dai criminali a strapazzare quel qualcuno in cerca di informazioni, fino a quando non si ottengono indizi utili.

Ma con gli psicopatici come lo Spaventapasseri non funzionava così:  la loro personalità egocentrica e disturbata non gli permetteva di lavorare con gli altri. Si isolavano completamente, come eremiti,  e agivano per conto proprio . Nessuno quindi sapeva nulla di loro. Per beccarli, bisognava conoscerli bene, entrare nella loro testa, pensare e agire come avrebbero fatto loro, cercando di prevedere le loro mosse.

Più facile a dirsi che a farsi, ovviamente.

Clint aveva passato giorni interi a studiare il profilo psicologico tracciato dalla dottoressa Kafka e a rileggersi l’archivio dei Vendicatori, dove erano registrati tutti i precedenti dello Spaventapasseri. Stava seduto sulla poltrona della sala monitor, con la maschera tirata indietro sul collo. Leggeva a rileggeva in cerca di una qualsiasi informazione potesse rivelarsi utile, ma nulla, zero, nessuna rivelazione. Lo stress e la frustrazione lo stavano divorando.

<Cosa sappiamo di lui? Madre psicotica, violenta con lui. Cresce, diventa un contorsionista e un acrobata in un circo. Poi decide di vestirsi da fantoccio e ammaestra delle cornacchie per diventare un ladro. Si scontra con Iron Man, va in carcere e le violenze subite lì peggiorano le sue psicosi facendolo partire definitivamente per la tangente. Da allora diventa imprevedibile e aumenta la varietà dei propri crimini. Dove diavolo si può nascondere un tipo del genere? Maledizione, non riesco a venirne a capo!>

Si arruffò i capelli biondi, segno evidente di stanchezza. Ripensò poi a quanto aveva appena detto. Si accorse solo adesso, dopo tante letture, quanto le sue origini fosse simili alle proprie. Anche Clint infatti aveva un genitore violento, il padre nel suo caso, un alcolista. Anche Clint era cresciuto in un circo e anche lui si era scontrato con Iron Man. Per certi versi, si poteva definire Ebenezer Laughton un suo oscuro riflesso. E forse la chiave per stanarlo potrebbe essere proprio lì, nei loro somiglianze. Quali altri punti in comune avevano?

<Nel fascicolo STC.25 Cap ha scritto che lo Spaventapasseri aveva un fratello .... come si chiamava? Ah si, Ralph. Eppure su di lui non c’è più niente, dopo il caso del Telethon. Sparito, come se non fosse mai esistito.>

Si allisciò il mento, che se avesse trovato il nodo della matassa.

<Anch’io avevo un fratello, era un poco di buono ma gli volevo un gran bene. Questo Ralph ha già aiutato suo fratello in passato. Sono sicuro che lo sta facendo anche adesso. Se trovo lui, trovo anche lo Spaventapasseri, ne sono sicuro.> disse con l’aria risoluta.

Prese il cellulare e chiamò la Del Toro.

<Angela? Sono Clint. Senti, forse ho una traccia ... cosa sappiamo del fratello di Laughton?>

<<Abbiamo pensato anche noi ad un collegamento tra i due. Sfortunatamente, Ralph Laughton è sparito senza lasciare traccia. Per quel che ne sappiamo, potrebbe aver lasciato il paese. Devi sapere però che quando lo arrestammo, in prigione si comportò da detenuto modello e ci rivelò di essere sempre stato terrorizzato dal fratello, e che non voleva più averci a che fare. Noi gli crediamo, anzi riteniamo che sia sparito proprio per non farsi più rintracciare da lui.>>

Quanto lei gli disse non lo convinse per niente. Il legame tra fratelli non è una cosa che si spezza così facilmente. Forse Ralph non è fuggito per rifarsi una vita lontano da lui, ma in modo da poterlo aiutarlo meglio.

<Forse è un buco nell’acqua, ma è sempre meglio che restare qui a farsi venire la piaghe da decubito sul culo a furia di star seduto. Ma chi è un grado di far sparire qualcuno in questo modo, senza lasciare traccia?>

Clint conosceva qualcuno che forse poteva indirizzarlo verso la persona giusta.

 

***

L’Attico in centro apparteneva a Zelda DuBois, un tempo conosciuta col nome di Principessa Pitone.  Nel corso degli anni Zelda aveva fatto parte di diverse organizzazioni criminali come il “Circo del Crimine” o la “Società dei Serpenti”, ma da qualche tempo a questa parte aveva messo la testa a posto. Dopo gli eventi dell’anno precedente, in cui aveva aiutato Occhio di Falco a catturare colui che aveva ucciso il suo uomo – il ricco imprenditore Roscoe T. Barlow – i due avevano iniziato un strano sodalizio. Era diventata una sua informatrice, utilizzando i suoi contatti nella rete criminale. Proprio per questo motivo questa sera Falco s’era recato presso la sua abitazione per chiederle informazioni utili.

Zelda stava nella vasca da bagno, in pieno relax, avvolta dalla schiuma. Sdraiato ai piedi della vasca riposava il suo fedele pitone ammaestrato, Copernico. Falco picchiettò sul vetro della finestra con il suo arco.

<Ciao Zelda, dobbiamo parlare.>

<Dì un po’, ce l’hai per vizio di entrare mentre sono nuda?>

<Totale casualità, giuro. Ma devo dire che la cosa non mi dispiace affatto.> disse lui ammiccandole.

<Vai di là, dammi un minuto, porco ... > 

<Si signora.> le rispose, facendole ironicamente il saluto militare.

Falco si accomodò nel salotto, e pochi minuti dopo la donna lo raggiunse, dopo aver indossato la biancheria e una vestaglia.

<Senti un po’, maniaco mascherato, la prossima volta che entri nel mio appartamento mentre non sono vestita ti giuro che ti faccio stritolare da Copernico!>

<Zelda quanto mi chiedi è impossibile ... tu non sei mai vestita, quando sei in casa!> disse sornione.

<Che cosa vuoi , cretino? Fa in fretta ...>

<Ascolta, chi c’è nel tuo giro in grado di dare un’altra identità a qualcuno che è disposto a pagare?>

<E’ successo qualcosa di grave?>

<Si. Hai letto dei bambini rapiti, sul Bugle? Non lo hanno ancora rivelato ma c’è dietro lo Spaventapasseri.>

<Lo Spavent ... si, me lo ricordo. Ha lavorato per Nefaria, in passato. >

<Proprio lui. So che aveva un fratello. Credo si sia rivolto a qualcuno che lo ha aiutato a sparire nel nulla. Volevo che tu mi aiutassi a capire chi è che sia in grado di fare qualcosa del genere.>

<Da quanto tempo è scomparso, questo tizio?>

<Più o meno tre anni, direi ...>

<Beh allora non è necessario andare in giro a chiedere. Allora c’era solo una persona in grado di far scomparire una persona in modo da non farla rintracciare neppure dai federali. E’ per questo che lo chiamavano l’“Organizzatore”.>

<E chi sarebbe?>

<Era l’uomo più fidato di Kingpin. Praticamente gestiva tutti i suoi traffici quando Fisk non era in città. Se l’uomo che cerchi aveva il denaro necessario, era di certo a lui che si sarebbe rivolto.>

<E dove posso trovarlo, questo tizio.>

<Al cimitero. E’ stato ucciso qualche tempo fa, l’hanno trovato morto nel suo ufficio. Se c’è qualcuno che sa dove si è nascosto, quello può essere soltanto Wilson Fisk.>

 

Wilson Fisk alias Kingpin, noto anche come “lo zar del crimine”. Un tempo era il più potente boss criminale della costa Est. Era complicatissimo avvicinarlo e praticamente impossibile estorcergli una qualsivoglia informazione, a meno che non fosse lui a volerla dare. Oggi quell’uomo un tempo tanto terribile era finito in prigione per poi essere misteriosamente trasferito, protetto dal programma di protezione testimoni. Questo lo avrebbe reso forse più disposto a sciogliere la lingua, ma non era certo più facile reperirlo.

<Se vogliamo andare in fondo a questa faccenda dei rapimenti, devo trovare un modo di parlare con Fisk> pensò Occhio di Falco <Vediamo fin dove il direttore Freeman è disposto ad aiutarmi ....>

 

Continua ...

 

 

 

Le Note

 

 

Inizia con questo numero la seconda stagione di Occhio di Falco. Come dovreste ben sapere, la prima stagione avveniva un anno prima rispetto alla nostra continuity interna, mentre a questo numero gli avvenimenti che leggerete avvengono contemporaneamente a quegli delle altre serie.

 

Avete visto come i rapporti dei nostri personaggi si siano evoluti: Angela Del Toro è passata dall’essere un agente dell’ FBI una del FBSA - sigla che sta per Federal Bureau of Superhuman Affairs - mentre la Principessa Pitone è diventata un’informatrice del nostro Clint, passando ad essere una “dei buoni”. E’ evidente che nei retroscena tra le due serie queste due donne sono diventate molto intime con Falco.

 

Due parole anche sul criminale affrontato in questo episodio: lo Spaventapasseri.

 

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Omonimo del nemico di Batman ma con caratteristiche differenti, Ebenezer Laughton è stato allevato da una madre con disturbi psichici che abusava di lui. In seguito si unì ad un circo e divenne un contorsionista e un acrobata, per poi utilizzare queste abilità per diventare un ladro, e finì per scontrarsi con Iron Man. Vi dice niente? Ebbene si, ricorda un po’ la storia personale di Clint Barton, come avete letto nelle pagine finali dell’episodio. Sono partito da questa inquietante coincidenza nel sviluppare la storia. In seguito la misteriosa “Ditta”, nemica di Ghost Rider (Danny Ketch), usando un misto di tecnologia e magia lo ha trasformato dotandolo del potere di indurre panico e paura in chi si trovi nel raggio di 20 piedi  (6 metri) da lui. La paura altrui gli dona anche superforza e resistenza e la capacità di guarire quasi istantaneamente da ferite anche mortali.

 

Come finirà l’incontro tra i due ex artisti circensi? Beh non vi resta che leggervi il numero 14! Rimanente sintonizzati ...

 

Carmelo Mobilia.

 

 

 

1 = E’ accaduto su Captain America #279-280, in Italia pubblicata su CAEIV 25 Ed. Star Comics.

2 = Derek Freeman era apparso nelle storie dei Vendicatori nel periodo di Roger Stern e John Buscema.

Il Vendicatore di bell’aspetto a cui fa riferimento è Monica Rambeu, oggi nota come Photon ma che all’epoca usava il nome di Capitan Marvel.

 

3 = Durante la saga “Atti di Vendetta”, visto in Italia su MARVEL EXTRA # 3